| 3.05 NOVEMBRE | ![]() |
La depurazione dell’acqua attraverso trattamenti biologici è un processo che vede come suoi principali protagonisti comunità di organismi viventi. Sia in ambiente naturale (autodepurazione) sia artificiale (impianto di trattamento), l’azione di popolazioni microbiche diverse, e in cooperazione tra loro, porta alla degradazione delle sostanze inquinanti presenti nelle acque, attraverso processi di mineralizzazione e di raccolta in un materiale semisolido (fango), che in seguito può essere separato dalle acque per sedimentazione. Il riutilizzo delle acque reflue depurate può essere considerato un espediente innovativo e alternativo, nell’ambito di un uso più razionale della risorsa idrica. Il vantaggio economico del riutilizzo risiede nel fornire alla comunità un approvvigionamento idrico, almeno per alcuni usi per i quali non sia richiesta acqua di elevata qualità, a costi più bassi, in quanto naturalmente il riciclo costa meno dello smaltimento. È su tale concetto che si fonda una soluzione tecnologica come BIOFLUX, l’originale sistema di depurazione biologica sviluppato dalla società d’ingegneria ambientale Idroengineering, su licenza Aquabiotec, per ottenere una depurazione ad alto rendimento con eventuale riutilizzo delle acque depurate.
Depurazione e filtrazione
Il processo del reattore BIOFLUX attua la depurazione per mezzo di specie batteriche che si sviluppano su un supporto di materiale inerte poroso particolarmente adatto allo scopo (biofiltrazione).
In genere negli impianti biologici, e in particolare negli impianti biologici destinati al trattamento di scarichi industriali, il grado di efficienza depurativa dell’impianto trova dei limiti nella mancata specializzazione della flora batterica e nella convivenza con specie poco attive di tipo voluminoso o filamentoso, che non sono in grado di depurare o di flocculare adeguatamente.
In un normale bacino di ossidazione riescono infatti a convivere numerose specie batteriche, con caratteristiche di assimilazione e capacità di sedimentazione differenti. Le specie più adatte, trovandosi in competizione con le altre, non riescono a superare una significativa soglia percentuale di concentrazione e restano comunque limitate dalla convivenza con le altre specie. Le concentrazioni e le caratteristiche del fango attivo sono quindi determinate dalle caratteristiche medie delle varie specie. Il processo BIOFLUX
favorisce invece l’attecchimento e la progressiva crescita sul materiale di supporto dei soli ceppi batterici più adatti al tipo di ambiente in essere. Naturalmente i settori d’impiego sono diversi, a seconda che si tratti di acque industriali o civili, come ad esempio l’affinamento di acque di scarico di impianti comunali di depurazione realizzati da Idroengineering per consentirne il riutilizzo.